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sabato 19 agosto 2017

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Anoressia Nervosa: panoramica diagnostica Stampa E-mail

Analizziamo le caratteristiche che determinano il disturbo. Prima fra tutte il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per età e statura. E’ considerato sottopeso un individuo con un peso corporeo al di sotto dell’85% del peso normale per età e altezza. In alternativa è possibile fare riferimento all’indice della massa corporea (Body Mass Index) calcolato come rapporto tra peso in chilogrammi e quadrato dell’altezza espressa in metri, ponendo come limite minimo un BMI minore od uguale a 17,5. E’ inutile dire che il clinico deve valutare anche la costituzione e la storia anamnestica del peso corporeo di ogni singolo individuo nello stabilire un peso minimo normale.

La perdita di peso è primariamente ottenuta riducendo la quantità totale di cibo assunta, secondariamente limitando a poco a poco le categorie dei cibi. In aggiunta possono essere messi in atto altri comportamenti allo scopo di perdere peso quali l’uso spropositato di lassativi, l’eccessiva attività fisica o il vomito autoindotto.

Lo stato d’animo è spesso caratterizzato da intenso timore di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso e si continua a dimagrire. Vi è inoltre quasi sempre o un’alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso e/o la forma corporea, o un’eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o un rifiuto di ammettere la gravità dell’attuale condizione di sottopeso: questo è possibile perché spesso i soggetti presentano un’alterazione dell’immagine corporea per ciò che riguarda la loro forma e le loro dimensioni.

Forti di queste convinzioni, la perdita di peso viene considerata come una straordinaria conquista e un segno di autodisciplina ferrea, mentre l’aumento diviene una perdita inaccettabile delle capacità di autocontrollo.

E’ frequente infine nei soggetti di sesso femminile in fase post-puberale l’amenorrea, cioè l’assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.

Al momento attuale l’anoressia si manifesta soprattutto nelle femmine (93% dei casi), mentre fino a dieci anni fa si riportavano indicazioni molto prossime al 99%: l’anoressia maschile è quindi una realtà in crescita.

Le ricerche su campioni di diverse popolazioni hanno dimostrato incidenze che vanno da un caso su 800 a uno su 100 ragazze di età tra i 12 e i 18 anni.
L’anoressia nervosa si presenta all’inizio come il desiderio di intraprendere una dieta dimagrante da parte di persone, per la maggior parte donne, in leggero sovrappeso, che affermano di sentirsi notevolmente grasse. Accade che, al contrario delle molte persone che intraprendono diete dimagranti e dopo poco perdono l’entusiasmo, questi soggetti continuano a seguire in modo inflessibile le norme dietetiche adottate e a restringere progressivamente l’alimentazione, noncuranti del decadimento fisico cui questo regime li porta.

All’inizio della dieta i soggetti provano una forte fame, ma imparano ben presto a controllare questo stimolo e a sentirsi per questo forti d’animo, come se lo spirito trionfasse sulla carne. Potremmo dire che imparano ad attribuire alla fame e al calo di peso un forte valore di rinforzo, mantenendo invece come punizione estrema l’immagine del proprio corpo gonfio e grasso.. Vivono di conseguenza come umiliante la sensazione di avere alimentandosi, e come inconcepibile il fatto di essere viste mangiare.

Il soggetto anoressico è proteso alla spiritualità e alla purezza, desidera attenzioni ma guai all’essere toccato. Sembra trarre dal proprio digiuno e dimagrimento una sferzata di energia, è attiva in tutti i campi, raramente sta seduta o ferma. L’obiettivo è di non cedere e di dimostrare sempre la propria forza. Vi è l’idea che se si è magri, si sarà accettati e si sarà onnipotenti. In realtà tutti i comportamenti che verranno attuati per raggiungere questi obiettivi non faranno che accrescere l’isolamento, il malessere e il senso di diversità.

Il soggetto generalmente giunge all’osservazione medica sotto pressione dei familiari quando la perdita di peso si fa marcata. Se è il soggetto stesso a chiedere aiuto, di solito avviene per il disagio relativo alle conseguenze somatiche e psicologiche del disturbo: raramente infatti questi individui risultano preoccupati per il dimagrimento di per sé. Spesso infatti manca la consapevolezza della malattia, oppure questa viene fortemente negata cosicchè gli individui divengono inaffidabili anche solo per la semplice raccolta anamnestica. E’ quindo necessario raccogliere informazioni dai familiari o da persone vicine al paziente al fine di valutare la reale entità della perdita di peso e le altre manifestazioni del disturbo.

In base alla presenza o meno nell’episodio attuale di regolari abbuffate o di condotte di eliminazione si utilizzano due sottotipi:

  • Con restrizioni: quando il soggetto non presenta regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione. La perdita di peso è ottenuta soprattutto grazie alla dieta, il digiuno e l’attività fisica.
  • Con abbuffate e/o condotte di eliminazione: quando il soggetto presenta regolarmente abbuffate e/o condotte di eliminazione. In alcuni casi sono assnti le abbuffate, e il soggetto mette ugualmente in atto queste metodiche seppur ingerendo quantità minime di cibo.

>> Manifestazioni e disturbi

Ultimo aggiornamento ( domenica 13 febbraio 2011 )






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